Critiche

"Definirei le opere di Renzo Gianella delle vere e proprie 'tempeste' segniche. Turbolenze di luce che affascinano ía mente dell'essere umano. La sua è una geometria fondata su una precisa architettura visiva. Le opere del Maestro risiedono nel vortice del suoi pensieri e trovano una collocazione all'interno dello spazio circoscritto della tela. La ritmica segnica segue un preciso pentagramma visivo. Il risultato sono nuove architetture danzanti. Il grande merito di Gianella è quello di dare grande libertà al segno. Nessun panopticon, nessuna catena ostacolare Il cammino delle sue linee. Si giunge così a delle composizioni di grande intelligenza che attraverso l'aristocrazia della forma vengono presentate al grande pubblico dell'Arte."

CRITICA DI SALVATORE RUSSO

"Renzo Gianella utilizza il colore in modo del tutto personale, risolve il proprio pensiero pittorico tramite un'infinita serie di abili segni. Le figure maschili, riprese ripetutamente di schiena e l'immaginifico panorama di seni rosa sono i garbati simbolo di un meditato costrutto tonale. Di genuina abilità esecutiva, le opere appaiono squisitamente surreali, volutamente leggere a livello di costrutto espressivo. Le sue radici paiono attingere al secondo Novecento Belga, nel cui ambito Jean-Michel Folon è stato il massimo esponente dell'arte immaginaria."

CRITICA DI PAOLO LEVI

"Le balugianti visioni del reale dell' artista Renzo Gianella ci regalano attimi di evasione accompagnati da puro piacere estetico; i suoi scorci, i suoi panorami posseggono una notevole forza evocativa che assicura una fruizione appagante e sicuramente piena di onirica tensione."

CRITICA DI DINO MARASÀ

"La pittura di Renzo Gianella mette l'accento sull'emozione espressa dal colore, dalla luce, nel sintetizzare una visione che corrisponde al suo stile personale, alla sua indole, ai sentimenti chiari e positivi del suo animo. E' una pittura figurativa dove un giusto tocco di poesia e di accordi in ordine compositivo, accentua la freschezza dell'immagine e la discrezione degli impasti cromatici. I paesaggi, con vari elementi disposti in un alternarsi di punti luminosi, di particolari minuziosamente curati, evidenziano la struttura architettonica o gli ambienti naturali. Ci sono delle grandi passioni nelle sue opere pittoriche: l'amore per il mare, le ville e gli edifici storici, gli affetti dei ritratti, il saper comprendere e svelare il nostro tempo, la ricerca di un'evasione dell'animo verso la luce. Con i quadri crea una storia di questi momenti, con il suo modo di vedere e interpretare le cose, di definirle nella loro struttura pittorico-spaziale, dove lo spazio è rappresentato per vivere e partecipare all'immagine."

CRITICA DI LIDIA MAZZETTO

"La pittura di Renzo Gianella è una pittura a prima vista precisa, centrata sul dettaglio, focalizzata su luoghi ben noti, eseguita con un realismo apparentemente fedele al vero, con una accentuata cura nell'esecuzione e nell'utilizzo delle prospettive ma in realtà è riduttivo parlare della sua opera come di quella di un artista realista tout court. In effetti egli travalica il contingente poiché esplora sempre nuovi territori e non si sottrae all'ambiguo gioco del surrealismo consegnandoci opere che presentano immagini ovattate, quasi di sogno, catapultate in una realtà "altra" che causa in chi guarda un effetto di spiazzamento temporale, uno straniamento tutto particolare. Anche dal punto di vista tecnico, l'artista avverte l'esigenza di espandere i suoi orizzonti studiando con l'uso di olio ed acrilico, personalissime textures, presentandoci superfici di terre ancora da esplorare di pianeti sconosciuti. Una ricerca materica che lo porta a creare insoliti impasti ed a sperimentare lo spatolato in felici soluzioni quasi astratte, come emerge nell'ultima produzione che parte dal tema dei pali in laguna e da questi arriva ad interessanti elaborazioni formali. In questo caso il soggetto di per se stesso viene superato da un'ansia di ricerca e dall'esigenza di espandere il proprio orizzonte figurativo. Le pennellate oblique segnano alcuni suoi paesaggi ancora ben riconoscibili ma come trasfigurati da un velo chiaro che fa da filtro all'immagine oggettiva trasformandola in qualcos'altro. Renzo Gianella è uomo dalla personalità curiosa ed indagatrice, si spinge quindi anche verso una figurazione astratta e simbolica per continuare il suo percorso artistico all'insegna della ricerca e della sperimentazione."

CRITICA DI NELLA TALAMINI

"Parlare di questo artista, un maestro, non è cosa semplice quando ci si ferma e si scorrono con lo sguardo le sue opere. Appare veramente, come si dice spesso nelle sue note di presentazione, come un artista costantemente alla ricerca di altro. Il suo percorso pittorico inizia circa 50 anni fa con prevalenti opere di ritratti e Madonne.Già questo suo inizio ci fa cogliere i barlumi della sua ricerca sul "dentro". Non si può fare un ritratto senza saper cogliere l'anima di una persona e non si può fare una Madonna senza percepirne la spiritualità. L'artista Renzo Gianella lavora, ricerca e sceglie dalle differenti correnti del passato, ma anche dal suo lavoro quotidiano, nuovi impulsi, osserva, analizza per trarne il meglio per la propria espressione che ancora continua ad alternarsi tra scene figurative, astratte e surreali.La sua evoluzione prosegue con un profondo lavoro di conoscenza e di espressione del paesaggio veneto.La pittura veneta, come tutti sappiamo, proviene da un'antica tradizione: la cura dell'armonia dei colori di Tiziano fino all'importanza dei contrasti del Giorgione riprese un pò nelle campagne venete del Bellotto; ma il nostro artista preferisce cogliere la dolcezza delle forme e dei colori, avvicinandosi di più agli Impressionisti che supera andando anche oltre gli Espressionisti ed i Surrealisti. Il maestro Gianella lavora, pensa, ricerca ed ecco che nelle sue opere sente la necessità di introdurre le proprie meditazioni, i propri pensieri filosofici, i messaggi scaturiti dalla ricerca esistenziale che sta conducendo. Ecco quindi che vediamo il cosmo, presagi del futuro, messaggi dell'anima... Le sue vedute, i suoi paesaggi, gli scorci, acquistano, ora, una valenza esistenziale che le proietta ad evidenziare una metafora del tempo presente ma che non scordano di evidenziare, contemporaneamente, il fascino della nostra terra. Osserviamo casolari, colline, le acque, il tutto in un gioco di tonalità soffuse che ci fanno cogliere il silenzio, anzi la sacralità del silenzio. Quel silenzio pronto ad ascoltare, a percepire il rumore del filo d'erba che buca il terreno per uscire, per farsi vedere ai nostri occhi nella sua grande magia. Anche le sue Venezie ci portano di questi silenzi, non sono quelle dense di popolo come ci presentava frequentemente Tintoretto, sono Venezie lontanissime dal "vedutismo ", sono intimiste, dolci, accoglienti che ci fanno capire perchè un personaggio come Byron amò profondamente la nostra terra ed infatti scrisse: "VI E' UN PIACERE NEI BOSCHI INESPLORATI Vi è un piacere nei boschi inesplorati e un'estasi nelle spiagge deserte, vi è una compagnia che nessuno può turbare presso il mare profondo, e una musica nel suo ruggito; non amo meno l'uomo ma di più la natura dopo questi colloqui dove fuggo da quel che sono o prima sono stato per confondermi con l'universo e il sentire ciò che mai posso esprimere nè del tutto celare" - Lord Byron E di nuovo il silenzio si mostra come l'arma necessaria per entrare dentro di se per raggiungere il centro da cui "tutto scaturisce". Dicono che nel Grande Silenzio dello spazio cosmico sta la fonte dell'Armonia Universale ed è ancora qui che si mostra la capacità dell'artista che arriva ad esprimersi attraverso l'astrattismo. Figure geometriche che come per altri grandi artisti come Mondrian e Kandynsky, sono state il modo fondamentale per ricercare attraverso il colore, per il nostro artista sono ancor delle forme, i colori quelli che danno l'equilibrio visivo che dona anche equilibrio all'anima dell'osservatore che vi sta innanzi. Una nota va fatta inoltre per questo artista. Egli ha aderito al Surrealtotenismo, corrente artistica nata grazie all'artista-scultore Sandro Penzo che tende ad "indurre l'artista a staccarsi da tutti i possibili arpelli del passato per calarsi nella propria situazione di uomo del nostro tempo, sensibile alle problematiche che esso stesso impone, valorizzare attraverso un'arte assolutamente libera e propositiva l'uomo nella sua completezza: che significa corporeità e fisicità ma anche spirito, mente, magia e songo." (Umberto Marinello). Nella sua ricerca espressiva vi si può chiaramente cogliere anche tracce di questa corrente prettamente "veneta".

Critica Dott.ssa GIORGIA POLLASTRI

TRA SOGNO E REALTA' NELLA POESIA DELL'IMMAGINARIO NEI DIPINTI DEL MAESTRO RENZO GIANELLA. Nell'affascinante narrazione figurativa del maestro Renzo Gianella risalta una pacata effusione del sentimento della natura nelle sue armonie. Nascono, così, splendidi dipinti, in cui le morbide pennellate, pregne di luminosità si posano su ariose distese della terra veneta, caratteristici scorci medioevali in fuga prospettica, quiete acque, tra i riflessi speculari nei tramonti accesi e decorativi motivi floreali. C'è in essi un equilibrio intellettuale che scandisce i ritmi della composizione, anche laddove prevalgono le ampie distese di cielo in un libero e lirico sentimento dello spazio che trascende il tempo. Le sue suggestive vedute conservano, quindi, il fascino dell'antico svelando la trasfigurazione simbolica del reale in un paesaggio, dove l'alta idealità e modulata da echi culturali della tradizione veneta e dall'impressionismo francese che conduce la sua originale arte pittorica verso un sentimento di lirica nostalgia in un mondo, in cui l'artista coglie i barlumi di bellezza e di spiritualità. E' il fascino dell'antica pittura veneta che ha preziosismi di grande suggestione e di autentica qualità formale nell'eleganza. Ecco che allora il gioco tonale è sempre raffinato nei valori soffusi, mentre emerge un caldo cromatismo, tra i toni brillanti dei verdi variegati della natura, gli ocra dorati ed i rossi fiammeggianti. Ecco perchè, nelle sue autentiche vedute risalta la qualità de colore - luce che si svela un un atmosfera nostalgica ed indefinita che discende dalla cultura veneta, dove le calde tonalità patinate d'antico colorano le sue opere d'arte d'alta poesia e di abbandono a momenti vissuti con serena armonia d'animo alle soglie di un sogno. La stessa luce opera la trasfigurazione del reale nel mutare dell'aria, mentre le pennellate impressioniste colorano di sentimenti i paesaggi che rivivono, mediante una sapiente modalità esecutiva, rivolta al versante francese l'evocazione di una pittura ottocentesca da Cèzanne e Pisarro nella ricomposizione a memoria delle immagini, tra le infinite suggestioni luminose del colore nella luce. In tal modo, l'orizzonte si apre sulla campagna veneta, tra antichi casolari e trasognate vedute della città di Venezia, mentre i verdi muschiati, i bruniti sfumati, i rosati smorzati e le ocra sabbiose ne decantano la sua bellezza negli staccati di natura primaverili verso un logos ideale di emozioni e finissime sensazioni. Tutto si armonizza nella luce nei dipinti del Maestro Renzo Gianella in un clima silente e metafisico, mentre i quadri della memoria si compongono e ricompongono in un complesso costrutto compositivo, tra oniriche geometrie che richiamano formulazioni astratte nelle ripetute forme geometriche da Mondrian a Kandynsky, in una lirica e ritmica suggestione del colore che diviene estrinsecazione di stati d'animo. Le sfumature del colore, quindi, si aprono a sprazzi di luce in un autentica e singolare tecnica esecutiva, svincolata da dettami accademici per la ricerca di inedite forme espressive che manifestano l'odierna cultura avveneristica per una nuova idea d'arte, basata su un acuta analisi del pensiero che i inoltra nei meandri dell'inconscio. E proprio il mondo visibile si rivela in una forma che diviene trasfigurazione simbolica del reale, attraverso un ottica soavemente allusiva e surreale, in cui le gradazioni tonali si modulano come melodiosa musica nel ritmo lirico, tra gli effetti chiaroscurali nelle calibrate forme strutturali in sintesi di luce nell'apparizione inconsueta dei dati figurali. Alla fine una dimensione ideale unisce il senso con la ragione attraverso l'analisi concettuale, in cui il dialogo atavico con la natura è tradotto come un sogno favolistico che diviene rappresentazione di decantazione della realtà, sospesa nel tempo e nell'alchimia coloristica che via via appare quasi evanescente. Oltre la stessa concettualizzazione dell'immagine, dunque, distingue le preziose opera d'arte del Maestro Renzo Gianella, mentre scorrono forme immaginarie che ci introducono in spazi ricreati della memoria e nelle tracce di un ricordo, dove aleggia un senso di mistero per vivere le armonie naturali in simbiosi con l'universo.

Critica CARLA D'AQUINO MINEO (gallerista Maison d'Art)

Segnalati 2015

Delle vere e proprie tracce, che l'artista Renzo Gianella, decide di lasciare su tela. Una tela che si trasforma in un diario di vita, che racconta i viaggi della mente del Maestro. Le opere di Gianella si caratterizzano per una nuova geometria del segno. Nuove architetture della mente fare la loro comparsa sulla tela. Archietetture che non ritroviamo in nessun spazio. La genialità della mente dell'artista è chiaramente evidente nel come egli stesso traccia le linee guida di un segno che non risente di nessuna influenza del passato. Il Maestro arriva a delineare graficamente l'andamento dei dettami della sua psiche. Oltre il banalmente conosciuto, nasce il detto su tela da parte di Gianella. Un Maestro la cui profonda concettualità l'ha portato e lo sta portando a conoscenza di verità assolute da presentare agli occhi dell'osservatore, attraverso la sua nuova ricerca visiva. CRITICA di Prof.SALVATORE RUSSO (da I Segnalati 2015)

Radiosi ed inquietanti queste opere di Renzo Gianella che esprimono una sintesi dei temi formali affidati al percorso di disegni sferici in forma terrena o spaziale, tesi ad un simbolismo di elementi che producono fuoco ed energia e che si dispongono in una unione che fa la forza, ed altre che si possono intrecciare o allineare per una difesa da esterni pericoli. Una pittura dove si annega e si smarrisce volutamente ogni forma umana in un processo di incrocio a sbarre con un modulo che viene ripetuto e che marca, non tanto la sconfitta della figura, ma la sconfitta dell'individuo sociale che è impaurito da una ricorrente tragedia. Una pittura molto impegnativa nella sua espressione di monito e nel suo linguaggio che non ha le solite forme leggibili ma si concentra su una singolarità ambigua e rabbiosa oppure animata da parti che nuotano nello spazio ove si annega ogni connotazione ed ogni possibilità, se non quella di un pericoloso ritorno all'ordine. E su questo sentiero si realizza il processo di allineamento che porta alla palizzata come difesa e alla perdita della libertà come conclusione. Una pittura che preconizza alcuni scenari, ed occorre tener presente questo clima artistico che si respira nelle opere di Renzo Gianella, non come mero esercizio di astrazione bensì proiezione di situazioni esistenziali dipinte in fase onirica e in espressione ermetica, ma anche momento di rappresentazione di uno stato d'animo posto davanti alla storia, oggi quanto mai incerta, domani ancor più pericolosa e deludente. Una produzione di grande sofferenza per l'uomo Renzo Gianella che trova il suo libero sfogo nella pittura e che rende la pittura di Renzo Gianella portavoce di sentimenti universali, che provengono dalla sensibilità di un artista di grande valore. CRITICA di Prof. GIORGIO FALOSSI (da volume "Da Lucio Fontana al Giubileo di Papa Francesco 2016".

Racconti su tela. Una pergamena che fluttua nel mare magnum della nostra infinita. Una pergamena che racconta la storia dell'uomo attraverso i secoli.Una pergamena che diviene così la più bella testimonianza dell'evoluzione dell'uomo. Renzo Gianella è un Maestro che osserva il mondo e ne proietta le bellezze. Con grande realismo, traccia i contorni, della nuova figurazione moderna. Un tipo di figurazione che non tende all'iperrealismo, bensì al ruolo e al significato che le opere d'arte dovrebbero trasmettere. La sua è un tipo di pittura che voglio definire "figurazione concettuale". Ovvero un tipo di figurazione che porta con sè un messaggio. Lo stesso messaggio bisogna tramandarlo ai nostri figli. E credo che il mezzo migliore si proprio un'opera d'arte. Un'opera d'arte che nella pittura di Gianella assume la stessa importanza dei dieci comandamenti. Un'opera d'arte che deve essere custodita e tramandata nei secoli. CRITICA di Prof. SALVATORE RUSSO (da pubblicazione "25 STARS EFFETTO ARTE 2014"

Si nota subito, in questa interessante ricerca, una cultura astratto-musicale, che si pone in continuità con la poetica espressiva di Paul Klee. E' questa una pagina pittorica suggestiva, portatrice di simbologie arcane di uno spartito musicale di toni e di controtoni, di vuoti e di pieni. La tavolozza è in funzione dell'equilibrata e armoniosa serialità geometrica, dove la meditazione è rivelata tramite il vibrante timbro cromatico. CRITICA di Prof. PAOLO LEVI (da volume "ECCELLENZE" anno 2015)

Solo in apparenza questo costrutto di più elementi astratti geometrici è di semplice lettura. In verità, viene rivelata la razionalità di un pittore di talento, ben coniugata con la sua sensibilità ottico-esecutiva, in funzione dell'arte come spiritualità. CRITICA di Dott.ssa STEFANIA BISON (da volume "ECCELLENZE" anno 2015)

Svincolandosi da ogni condizionamento visivo, da ogni contatto con la realtà, Renzo Gianella assume a guida del suo gesto pittorico un impulso che entra nella struttura stessa dell'operazione estetica.La sua pittura perde il suolo comune di "rappresentare" e si pone come pure veicolo espressivo. Nelle macchie colorate più o meno definite si incontra una sintesi di forza e fragilità che sembra dotare di movimento la stessa materia cromatica: i campi saturi di colore, spesso puro, si agglomerano in forme dinamiche, in organismi che pullulano di vita, in paesaggi mentali pieni di forza giocosa. CRITICA di Dott. SANDRO SERRADIFALCO (da volume "ECCELLENZE" anno 2015)

Renzo Gianella ha sempre dimostrato una grande passione per la pittura che nel corso degli anni ha approfondito. Il suo percorso creativo sta andando verso soluzioni pittoriche sempre più personali. La sua sperimentazione non vuole portare ad una pittura che imiti la natura, ma piuttosto l'uomo e la sua intimità, cosa che produce in corso d'opera, scoperte bellissime e radicali, scaturite dalla necessità di lasciare fuori tutti gli stereotipi insegnati nelle accademie ai futuri pittori. La forza del colore, il gioco dei contrasti, il chiaroscuro, la luce e l'ombra, gli spazi vuoti e pieni: tutto è rappresentato con essenzialità e amore.

CRITICA di Prof. SALVATORE RUSSO (da volume "ECCELLENZE" anno 2015)

MYART

MyART presentazione critica di Sandro Serradifalco La sua geometria non è affatto casuale, ma ben studiata e frutto di uno studio visivo impegnativo e complesso,padre di una nuova architettura pittorica che diventa poi, una delle sue maggior peculiarità. Il minimalismo pittorico di Renzo Gianella trova collocazione in quell'arte che oramai da decenni rappresenta il simbolo, il giro di boa tra la vecchia generazione e la nuova, che segna la fine di un'era e l'inizio di un'altra, un'era in cui non c'è spazio per meri tecnicismi d'avanguardia, ma c'è posto solo per l'innovazione immaginifica, per la revisione dei contenuti e per il modo esprimerli. Un maestro che sicuramente ha fatto esperienza del suo bagaglio culturale ed artistico e che ha condotto negli anni una ricerca stilistica ed estetica costante e precisa, che lo ha portato a canalizzare tutto ciò che ha imparato, in uno stile unico ed esteticamente accattivante. Gianella desidera fortemente distaccarsi da quella scena figurativa da cui sembra essere inizialmente legato, desidera più di ogni altra cosa definire la sua personalità pittorica per fare in modo che quella che poi sarà la sua produzione pittorica, possa rimanere eterna. La sua geometria non è affatto casuale, ma ben studiata e frutto di uno studio visivo impegnativo e complesso, padre di una nuova architettura pittorica, che diventa poi una delle sue maggiori peculiarità. La luce che riesce a conferire alle sue opere modula l'atmosfera del dipinto stesso, facendo sì che ogni opera possa generare riflessioni diverse, possa anche risvegliare inquietudini e paure insegnandoci a gestirle e, unitamente all'uso del colore, ben steso e sfumato, diventare una delle chiavi di lettura che possano aiutare l'astante a comprenderne il linguaggio. Un linguaggio che la cui matrice segnica lascia intravedere anche un aspetto simbolico della sua pittura, un aspetto misterioso che ci faccia interrogare sul mistero, sul senso del tempo. In ogni caso, nonostante si tratti di opere simbolicamente complesse, le pennellate vigorose e piene di energia del maestro Gianella, lasciano uno spazio anche alla vitalità e all'ottimismo. Sandro Serradifalco

Renzo Gianella è un artista che nella sua lunga carriera ha saputo rinnovarsi attraverso i diversi cicli, ispirandosi a temi specifici e sostenendo tecniche espressive che rispondevano non solo alle sue esigenze formali e di contenuto, ma anche alla costante ricerca di un messaggio allo stesso tempo artistico e lo spirito d'esplicitare con la forza del colore. Rimettendosi continuamente in discussione, si intenda sia alla riproducibilità del reale, sia all'astrazione, intatta la sua coerenza artistica e pura agli strumenti espressivi della pittura di tradizione. Su sfondi monocromi si stagliano elementi tratti dal quotidiano che assumono il valore di simboli concettuali come nelle opere "Storie" o appunto "Elementi nel Vuoto 5" che traducono in arte una dimensione mentale e onirica. Nel suo lavoro Gianella porta sul supporto le sensazioni più intime in un connubio tra psicologia, arte e spiritualità, scrutando gli eventi del suo e del nostro vivere, interpretandoli in una chiave raffinata e spesso connotata da una potente vitalità cromatica, per proiettarti in una dimensione universale, dove chi guarda è direttamente coinvolto. Nelle sue ricerche, che dall'astratto all'informale, l'artista frantuma il colore e i segni, come un film 1 ". Come dichiarazione dimostrativa dell'eclettismo di Renzo Gianella, va qui sottolineata la suggestiva potenza di altre composizioni direi surreali, colomba l'immagine riconoscibile diventa metafora dell'ambiguità del mondo che ci circonda. Nei suoi lavori informali è presente un messaggio che allude spesso a una situazione emotiva; elaborazione pittorica armoniosa dalle larghe campiture, per i gesti calibrati, per la stesura accurata del pigmento. Toni primeggiano i colori di base sono decisi ed espressionistici; i segni si intrecciano dialogando fra loro in un gioco delle parti ben premeditato. Prof. Paolo Levi.

2018

La pittura di Renzo Gianella è una manifestazione creativa che si distingue per la poliedricità che l'artista si pone in campo una visione completa e allargata delle opportunità che la creatività artistica offre quando l'autore sa disporsi ad affrontare l'impegno produttivo con apertura intellettuale ed ampiezza d'orizzonte. ll punto d'ancoraggio sicuro ed irrinunciato del Nostro è senz'altro il disegno e ciò consente all'artista di poter muoversi con assoluta libertà di intervento all'interno di un progetto decisamente ambizioso, nel quale possano trovare ragione d'esistenza la concretizzazioni in immagine di pensieri articolati e complessi. Appare, in sostanza, in tralice nella pittura di Gianella una visione del mondo che è il corrispettivo della formulazione di una istanza filosofica; il tentativo, cioè, di additare non soltanto le proposizioni epifenomeniche dell'esistente ma anche le motivazioni intrinseche che sorreggono e guidano il precesso evenienziale delle cose e della storia. Osserviamo, ad esempio, opere come "Unione" che ci si presenta come una soluzione compositiva creata con l'intento di fornire un suggerimento ermeneutico della complessità organica dell'esistente non lasciandosi dominare dalla difficoltà di approccio delle cose ma cercando di muovere ad una esplicazione dei loro intrecci e delle condizioni che caratterizzano l'esperienza dei soggetti umani. La sua opera può leggersi nella prospettiva aniconica che fa sponda alla referenza oggettuale per rendersi concettualmente riconoscibile. Altri lavori, come ad esempio "Palizzate 2", possono essere apprezzati per la asciutta congruità della strutturazione compositiva e per la coerenza cromatica che distingue ed articola le parti del dipinto. E potremmo lungamente discutere di questa pittura sottolineandone anche gli aspetti più decisamente versati alla riproduzione della realtà fenomenica nella sua datità oggettiva, pensando qui ad opere come "Luce sul bosco" che si segnala per l'ampiezza d'orizzonte che l'artista mostra di saper dominare con la sua determinazione compositiva, non mancando di sottolineare con la pienezza d'un abbrivio cromatico di grande lucentezza, i valori di atmosfera che il soggetto particolare suggerisce di mettere in evidenza.

Prof. Rosario Pinto - 2018

Elemento distintivo del percorso artistico di Renzo Gianella è la continua evoluzione del proprio linguaggio espressivo. Il suo racconto, in continua mutazione, approda ad una simbolica visione dalla quale si evince un forte richiamo alle esperienze espressioniste. Dalle sue tele si materializzano immaginarie figure, in uno scenario dal sapore onirico e surreale. Il talento del pittore emergerà nella calibratura fra pieni e vuoti, nella rivelazione dei corpi tramite accenti sicuri e veritieri, nella tensione tra toni e controtoni. Renzo Gianella guida chi guarda in un mondo complesso, abitato da simboli da decifrare e scandito da attese e silenzi, che sfiorano il reale solo per un breve istante. Il suo è un mondo apparentemente immaginario, nello stesso ritroviamo l'analisi dell'uomo Gianella, il suo bagaglio esistenziale, la sua sensibilità. Un traguardo estetico interpretativo che null'altro è prova di spessore culturale oltre che di un talento complesso e degno di attenzione.

Critica del Prof. Serradifalco Sandro da 99 Protagonisti dell'Arte (edizioni EffettoArte) 2018

Riconoscimenti

2016

Titolo Luogo
Premio CHAGAL L Museo Villa Breda assegnato da centro Accademico Maison D'Art Padova
Premio Internazionale Canaletto Riconoscimento alla Carriera Biennale Riviera del Brenta Mira Venezia VillaVailer

evento organizzato da Prof.Salvatore Russo e Domenico Russo,EA Editore di Sandro Serradifalco

Riconoscimento Artista Dell'Anno 2015

Assegnato da comitato di redazione EA Editore presieduto da Sandro Serradifalco per la ricerca stilistica. Palermo 16/ 01/2016

2015

Titolo Luogo
Oscar degli Emirati Arabi Accademia Internazionale dei Dioscuri - Taranto - premio ricevuto a Roma
Premio Internazionale Federico II - Cavaliere dell'Arte del Mediterraneo Arte 74 - Brindisi
Premio Mazzullo Commissione artistica a Taormina
Premio Nazionale Città di Padova Maison d'Art di Carla d'Aquino Mineo

2014

Titolo Luogo
Premio Codevighese dell'anno Pro Loco di Codevigo (PD)

2013

Titolo Luogo
Premio Le Marais Galleria Thuillier, Parigi

2012

Titolo Luogo
IV Classificato Ex tempore internazionale di pittura a Podresca - Udine
Premio Gondola per l'arte Artexpo Gallery, Venezia
Attestato di nomina di Accademico Commissione internazionale delle Avanguardie Artistiche - Palermo
Premio dei Normanni Città di Monreale - Palermo

2011

Titolo Luogo
Premio Eccellenza Stilistica Centro Diffusione Arte - EA Editore Palermo
Premio Astro Nascente Accademia Gentilizia Internazionale Il Marzocco - Firenze
Premio della Critica Rivista Boè a cura di Salvatore Russo

2010

Titolo Luogo
Premio Giuria Popolare Ex tempore internazionale di pittura a Podresca - Udine
Premio Trofeo Guglielmo II Monreale - Palermo
Segnalazione Speciale Concorso di pittura presso la Galleria La Spadarina a Piacenza

2008

Titolo Luogo
Premio Coppa 22° Rassegna d'arte contemporanea a Fratta Polesine (Rovigo)
Secondo classificato targa A.I.A.M. Roma Ex tempore internazionale di pittura presso il Centro Studi Podresca - Udine

2007

Titolo Luogo
Secondo classificato Ex tempore nazionale di pittura a Correzzola (Padova)